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lunedì 4 giugno 2012

La musica jazz


Il termine jazz indica un genere musicale nato negli Stati Uniti alla fine dell'Ottocento e agli inizi del Novecento.
Deriva dalla musica degli schiavi neri deportati dall'Africa dai coloni bianchi.
Gli era concesso solo cantare, e le loro ore di fatica erano ritmate dai canti di lavoro suddivisi in:
  • plantation song,eseguiti nei campi di lavoro
  • chaing-gang song, eseguiti durante la costruzione delle strade ferrate con le catene ai piedi.
I canti erano sempre improvvisati, inventati sul momento ed eseguiti in forma responsoriale.
IL RAGTIME
Fu la prima importante forma strumentale che tentava di riprodurre il suono rauco e dirty degli spirituals e del blues.
Le sue caratteristiche sono:
  1. andamento veloce
  2. presenza ritmica del piano
  3. improvvisazione collettiva
Il suo massimo esponente fu il pianista Scott Joplin.
                                                                

venerdì 11 maggio 2012

La musica leggera

Ciao ragazzi, è tanto che non pubblico un power point sul mio blog...
Oggi, infatti vi metto un lavoro di musica nuovo, parla della musica leggera, che collegherò prossimamente a un power point della musica rock.
Spero che vi piaccia la musica (ovviamente, no?) e anche il mio lavoro qui sotto.
Buon divertimento!!!!! =)

musica leggera

lunedì 7 maggio 2012

Turandot

Turandot è un'opera in 3 atti e 5 quadri, su libretto di Giuseppe Adami e Renato Simoni. 
La partitura pucciniana è rimasta incompiuta a causa della prematura scomparsa dell'autore, stroncato nel novembre del 1924 a causa di una grave malattia.

                                                     
Trama
Atto primo
A Pechino, in un imprecisato «tempo delle favole». Dall’alto delle mura, il Mandarino si appresta ad annunciare la «legge di Turandot» alla folla: la principessa andrà sposa a chi, di sangue regale, scioglierà i tre enigmi da lei proposti; ma il boia Pu-Tin-Pao è pronto a decapitare quelli che falliscono, come lo sfortunato principe di Persia, che salirà al patibolo al sorgere della luna. La folla eccitata travolge il vecchio Timur, re tartaro spodestato, e la piccola Liù, che invoca per lui soccorso.
 È qui che il principe Calaf ritrova il padre, ne ascolta la storia e quella di Liù, la fanciulla che ha condiviso le sofferenze di Timur soltanto perché Calaf un giorno le aveva sorriso. Si avanzano i servi del boia, quando Turandot appare sul loggiato ricusa le richieste di grazia della folla. Il principe Calaf, rapito dall’inattesa visione di bellezza, avanza verso il gong, pronto ad affrontare gli enigmi. Timur,  Liù e i tre ministri Ping, Pang e Pong tentano di dissuaderlo, ma il principe è risoluto e si affretta a dare i tre colpi di gong per essere ammesso alla prova.

Turandot di Giacomo Puccini
Atto secondo

I tre ministri Ping, Pang e Pong si ritrovano a ripassare sia il protocollo nuziale sia quello funebre, per esser pronti ad allestire l’uno o l’altro a seconda dell’esito della nuova sfida lanciata a Turandot dal principe ignoto. I tre si abbandonano poi al ricordo dei tempi felici, prima della nascita della principessa.
Sul piazzale della reggia tutto è pronto per la prova degli enigmi, a cui assiste anche il vecchio imperatore Altoum. 

La principessa si avanza e prima di dare inizio al rito spiega le antichissime ragioni che la spingono a tanta ferocia. Vinta dal principe, che risponde a tutti e tre gli enigmi, Turandot implora invano il padre Altoum di salvarla dalle braccia dello straniero. Ma è lo stesso Calaf a rinunciare alla vittoria e a proporre a sua volta una prova a Turandot: qualora ella avesse saputo svelarne il nome prima dell’alba, egli avrebbe accettato di morire.
                                        
    Turandot di Giacomo Puccini 


Atto terzo
Nel giardino della reggia, per volontà di Turandot tutti vegliano e cercano di conoscere il nome del principe ignoto. Anche Calaf veglia, in attesa della vittoria definitiva dell’alba.
Per carpire il nome del principe ignoto i tre ministri gli offrono ogni bene, ma il principe rifiuta qualsiasi proposta. Emissari imperiali introducono allora Timur e Liù, sospettati di essere a conoscenza del nome segreto. Liù non è disposta a tradire Calaf, affrontando con determinazione i tormenti, fino al suicidio pur di non svelare il nome del principe ignoto. Il compianto di Timur e di Calaf sul corpo di Liù morta avvia il corteo funebre. 
All’uscita della folla, Turandot e il principe ignoto rimangono soli, l’uno di fronte all’altra. Calaf con l’impeto della passione riesce a baciare la principessa che, come trasfigurata, perde qualsiasi volontà di reagire.
Al cospetto dell’imperatore, circondato da tutta la corte, si presenta Turandot, con il principe. La principessa annuncia di conoscere finalmente il nome dello straniero: «Amore».


                                     
       

Tosca

Tosca: Opera in tre atti di G. Puccini, libretto di L. Illica e G. Giacosa
Ambientata a Roma, Giugno 1800
Trama dell'opera
Atto primo
Evaso dalle carceri di Castel Sant’Angelo, dove era prigioniero per ragioni politiche, Cesare Angelotti si è rifugiato nella cappella di famiglia della sorella, la marchesa Attavanti, nella chiesa di Sant’Andrea della Valle. Lo soccorre il pittore Mario Cavaradossi, intento a dipingere l’immagine di Maria Maddalena, a cui ha dato il volto della marchesa. Tuttavia, l’improvviso sopraggiungere della celebre cantante Floria Tosca, amante di Cavaradossi, ha costretto il fuggiasco a nascondersi nella cappella. 
All’evidente imbarazzo di Mario, Tosca si insospettisce e la sua gelosia cresce quando riconosce nel dipinto il volto della Attavanti. Il pittore la tranquillizza e le dà un appuntamento per quella stessa notte. Partita Tosca, Cavaradossi si allontana con Angelotti. Nel frattempo il capo della polizia, il barone Scarpia, giunge in chiesa sulle tracce del prigioniero. Insospettita dall’assenza dell’amato e irritata dalle insinuazioni di Scarpia, Tosca si crede tradita e si precipita alla villa di Cavaradossi. Scarpia ordina all’agente Spoletta di seguirla. Durante il rito del Te Deum, il barone pregusta la morte di Cavaradossi e l’amore di Tosca.

Atto secondo
In attesa di notizie sulla cattura dell’evaso, Scarpia sta cenando nella sua camera, al piano superiore di Palazzo Farnese, Dalle stanze del palazzo, giunge l’eco di una festa di corte dove si sta esibendo Floria Tosca. Dopo avere interrogato Cavaradossi che ha negato di conoscere il nascondiglio di Angelotti, Scarpia ne chiede notizia a Tosca la quale  elude abilmente le domande. Ma alle urla di Mario, messo sotto tortura nella stanza accanto, la donna rivela il nascondiglio dell’evaso.

 Ricondotto sanguinante nella stanza di Scarpia, Mario comprende che Tosca non ha taciuto. Alla notizia della vittoria di Bonaparte a Marengo e prima di essere trascinato via, Cavaradossi inneggia alla libertà. Rimasto solo con Tosca, Scarpia le offre la vita dell’amato in cambio di una notte d’amore. 
Alla notizia del suicidio di Angelotti e dell’imminente fucilazione di Mario, la donna cede al ricatto. Scarpia finge di predisporre  una fucilazione simulata per Cavaradossi. Consegnato a Tosca un lasciapassare, Scarpia si avventa sulla donna che però uccide il barone con un coltello.


Atto terzo
A Castel Sant’Angelo, Cavaradossi rimpiange i momenti d’amore trascorsi con Tosca in attesa della fucilazione. Sopraggiungere la donna, che mostra a Mario il lasciapassare con cui potranno fuggire e gli spiega la messinscena della falsa fucilazione. 

Ad esecuzione avvenuta la donna comprende che la fucilazione non era simulata come le era stato fatto credere dal barone. Al sopraggiungere delle guardie che hanno scoperto l’assassinio di Scarpia, Tosca si lancia nel vuoto.





Madama Butterfly

Madama Butterfly è un'opera in due atti di Giacomo Puccini, su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica, definita nello spartito e nel libretto "tragedia giapponese".

                                                                      Trama
Sbarcato a Nagasaki, Pinkerton (tenore), ufficiale della marina degli Stati Uniti, per vanità e spirito d'avventura si unisce in matrimonio, secondo le usanze locali, con una geisha quindicenne di nome Cio-cio-san, termine giapponese che significa Madama (San) Farfalla (Cio), in inglese Butterfly (soprano), acquisendo così il diritto di ripudiare la moglie anche dopo un mese; così infatti avviene, e Pinkerton ritorna in patria abbandonando la giovanissima sposa.
Ma questa, forte di un amore ardente e tenace, pur struggendosi nella lunga attesa accanto al bimbo nato da quelle nozze, continua a ripetere a tutti la sua incrollabile fiducia nel ritorno dell'amato.

Pinkerton infatti ritorna dopo tre anni, ma non solo: accompagnato da una giovane donna, da lui sposata regolarmente negli Stati Uniti, è venuto a prendersi il bambino, della cui esistenza è stato messo al corrente dal console Sharpless (baritono), per portarlo con sé in patria ed educarlo secondo gli usi occidentali. Soltanto di fronte all'evidenza dei fatti Butterfly comprende: la sua grande illusione, la felicità sognata accanto all'uomo amato, è svanita del tutto.


Decide quindi di scomparire dalla scena del mondo, in silenzio, senza clamore; dopo aver abbracciato disperatamente il figlio, si immerge un pugnale nel petto (facendo Harakiri).Quando Pinkerton, sconvolto dal rimorso, entrerà nella casa di Butterfly per chiedere il suo perdono, sarà troppo tardi: la piccola geisha ha già terminato di soffrire.